Il vero grano saraceno è in Valnerina ecco il nuovo Presidio Slow Food

102758035_1135162823516724_292066580810956800_oRivitalizzare un territorio e la sua biodiversità, andare oltre le mode alimentari e produrre con testardaggine cibi che fanno bene all’ambiente e all’uomo. Sono questi alcuni dei principi che hanno spinto tre produttori a riprendere la coltivazione del grano saraceno della Valnerina, ultimo arrivato tra i Presìdi Slow Food.

Tutto è cominciato 6 anni fa quando, grazie a un progetto dell’Università di Firenze e della Regione Umbria, a Daniele Giovannoli, dell’Azienda Agricola Tamorri Vera di Cascia, è stato chiesto di sperimentare quei semi, una volta così diffusi nell’Appennino centrale e che hanno subito un inesorabile abbandono nei primi decenni del Novecento, a causa delle difficoltà nei processi produttivi, delle rese spesso non soddisfacenti e dell’importazione massiccia dall’estero.
«Di tutti i produttori coinvolti dal progetto solo io ho continuato a provare, anno dopo anno, finchè non ho trovato le tempistiche giuste per la sua coltivazione a queste altitudini. Siamo infatti sopra i 600 mt e il grano saraceno patisce il freddo ma ha bisogno di piogge. Quest’anno, a essere sinceri, quassù abbiamo avuto più difficoltà per la siccità che il Coronavirus, perchè i terreni sono davvero aridi» racconta Daniele, 39 anni, un’azienda biologica come quelle di una volta con 50 pecore e 22 mucche, le api e le galline e poi i campi di farro, lenticchie, ceci, cicerchia, orzo e grano. Continua a leggere “Il vero grano saraceno è in Valnerina ecco il nuovo Presidio Slow Food”