
La programmazione proseguirà poi all’Odeon martedì 11 aprile, mercoledì 12 aprile e giovedì 20 aprile sempre alle ore 19.00.

IL DOCUMENTARIO
Nel 1966 viene pubblicata la canzone Auschwitz, di Francesco Guccini.
Un brano che ha avuto il merito di riportare l’attenzione e lo sguardo sull’orrore dei campi di sterminio nazisti. Anche per questo, Auschwitz è diventata una canzone di culto per una intera generazione.
Dopo 50 anni, e per la prima volta, Francesco Guccini va ad Auschwitz.
Compie questo viaggio insieme al Vescovo di Bologna Mons. Matteo Maria Zuppi e alla classe 2°B della Scuola Media Salvo d’Acquisto di Gaggio Montano, sull’Appennino bolognese.
Una molteplicità di sguardi e di generazioni che, messe di fronte alle tracce tangibili di quella barbarie, non possono che tornare a ripetere, insieme, due domande: “come è potuto accadere?”, “perché è accaduto?”
Nel viaggio in treno e nella visita ai campi di Auschwitz e Birkenau emerge una comune convinzione: la necessità ineludibile di coltivare la memoria perché ciò che è accaduto non possa ripetersi e che la canzone Auschwitz “purtroppo dobbiamo cantarla ancora”.
Un brano che ha avuto il merito di riportare l’attenzione e lo sguardo sull’orrore dei campi di sterminio nazisti. Anche per questo, Auschwitz è diventata una canzone di culto per una intera generazione.
Dopo 50 anni, e per la prima volta, Francesco Guccini va ad Auschwitz.
Compie questo viaggio insieme al Vescovo di Bologna Mons. Matteo Maria Zuppi e alla classe 2°B della Scuola Media Salvo d’Acquisto di Gaggio Montano, sull’Appennino bolognese.
Una molteplicità di sguardi e di generazioni che, messe di fronte alle tracce tangibili di quella barbarie, non possono che tornare a ripetere, insieme, due domande: “come è potuto accadere?”, “perché è accaduto?”
Nel viaggio in treno e nella visita ai campi di Auschwitz e Birkenau emerge una comune convinzione: la necessità ineludibile di coltivare la memoria perché ciò che è accaduto non possa ripetersi e che la canzone Auschwitz “purtroppo dobbiamo cantarla ancora”.